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AGENZIA ITALIANA PER LA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPOLibano e SiriaSede di Beirut

AGENZIA ITALIANA PER LA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO  - Libano E Siria - Sede di Beirut | – ITALIAN AGENCY FOR DEVELOPMENT COOPERATION - Lebanon and Syria - Beirut Office Ambasciata d'Italia a Beirut European Union Presidency of the Council of Ministers - Lebanon

Le priorità in Siria

Le priorità in Siria

La principale preoccupazione della Comunità internazionale continua ad essere la protezione degli individui. Le continue violazioni presumibilmente commesse da tutte le parti coinvolte nel conflitto, unitamente alla progressiva distruzione di tutte le strutture che erogano servizi essenziali (acqua, elettricità, salute, educazione), rendono la popolazione siriana sempre più vulnerabile, soprattutto donne, bambini, anziani e disabili. Diversi rapporti indicano un aumento dei fenomeni di abuso, sfruttamento, tratta e reclutamento di bambini tra i 10 e i 14 anni da parte di diversi gruppi armati. Parallelamente, donne e bambine sono frequenti vittime di violenze sessuali, sfruttamento, matrimoni precoci, e traffico.

Secondo il sistema di monitoraggio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO HeRAMS), nel luglio 2014 il 35% dei 97 ospedali pubblici del Paese risultava solo parzialmente funzionante mentre il 24% era completamente distrutto. Del resto delle strutture sanitarie solo il 55% risulta in funzione. Alle circa 200 mila vittime dirette degli scontri e dei bombardamenti, vanno pertanto sommate altre 200mila persone morte per inaccessibilità a cure mediche o a medicinali. L’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani (OHCHR) lo scorso agosto ha richiamato l’attenzione sui servizi di salute materna e riproduttiva, a seguito di molti casi di parto in condizioni non sicure. L’OCHA stima che circa 140.000 donne hanno urgente bisogno di assistenza sanitaria.

Le prospettive di sicurezza alimentare sono allarmanti. La popolazione colpita direttamente e indirettamente dal conflitto soffre gravemente la riduzione della produzione alimentare, il drastico aumento dei prezzi dei beni alimentari, i tagli ai sussidi governativi, la perdita di mezzi di sussistenza e, in ultima analisi, l'esaurimento delle risorse e del potere d'acquisto. I risultati di uno studio congiunto del governo siriano e delle Nazioni Unite sulla sicurezza alimentare sostengono che circa 6,3 milioni di persone abbiano bisogno di assistenza alimentare e di aiuti per far ripartire la produzione agricola. Secondo i dati del Programma Alimentare Mondiale (WFP) e dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), si stima che il prossimo raccolto di grano sarà ben al di sotto delle quantità necessarie a rispondere ai bisogni della popolazione (almeno circa 3,6 milioni di tonnellate).

Tuttavia, insieme al rischio della ridotta disponibilità, il problema principale è costituito dall’accesso al cibo, dato che è nell’aumento dei prezzi dei beni alimentari che risiede la maggiore causa dell’inflazione (superiore al 100%) e il ridotto potere di acquisto delle famiglie. Di conseguenza, gran parte dell’accesso al cibo per gli sfollati dipende dalle distribuzioni di alimenti. In attesa di interventi in grado di ripristinare urgentemente la produzione alimentare e i mezzi di sussistenza, l’assistenza alimentare alle famiglie più vulnerabili resta la principale forma per contenere l’emergenza in Siria.

Oltre tre milioni di bambini hanno abbandonato la scuola a causa della distruzione di gran parte degli edifici scolastici, oppure perché in esilio con le loro famiglie o perché non in grado di seguire un normale corso di studi a causa dei gravi traumi psicologici subiti. In totale, più di 4.000 scuole siriane sono state distrutte o danneggiate o trasformate in alloggi per gli sfollati. Negli ultimi tre anni il rapido declino dell’accesso ai servizi educativi sta determinando in Siria l’esclusione di un’intera generazione dalla scuola.

In Siria, l’Italia è intervenuta con 18,9 milioni di Euro destinati ad interventi in diverse regioni del Paese. I fondi supportano l’azione delle ONG italiane e contribuiscono ai programmi delle agenzie delle Nazioni Unite, in particolare UNHCR, UNRWA, UNICEF, WHO, OCHA, IOM, WFP e FAO. I progetti rispondono principalmente ai bisogni degli sfollati interni in termini di sicurezza alimentare e accesso ai servizi primari, tra cui sanitari e psicosociali.