Switch to English Passare a Italiano

AGENZIA ITALIANA PER LA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPOLibano e SiriaSede di Beirut

AGENZIA ITALIANA PER LA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO  - Libano E Siria - Sede di Beirut | – ITALIAN AGENCY FOR DEVELOPMENT COOPERATION - Lebanon and Syria - Beirut Office Ambasciata d'Italia a Beirut European Union Presidency of the Council of Ministers - Lebanon

La risposta umanitaria alla Crisi

La risposta umanitaria alla Crisi

Di fronte a questo drammatico scenario, le organizzazioni umanitarie sono chiamate a sviluppare approcci innovativi capaci di mitigare gli effetti negativi a lungo termine e, ove possibile, a studiare metodologie di intervento più efficaci delle tradizionali misure di risposta alla emergenza. Si è così incominciato a prendere in considerazione interventi in Libano e Giordania di assistenza ai profughi ma anche di rafforzamento e ripristino di migliori condizioni di vita delle comunità ospitanti, considerate oramai anch’esse vittime della crisi siriana; con uno stretto legame tra l’aiuto umanitario per coloro che sono stati colpiti direttamente dal conflitto e la stabilità sociale ed economica dei paesi coinvolti.

Nel dicembre 2014 le agenzie delleNazioni Unite e le ONG internazionali hanno lanciato i nuovi appelli ai donatori per finanziare il Syria Response Plan (SRP) e Regional Refugee Response Plan (3RP), chiedendo rispettivamente per il 2015 2.9 e 5.5 miliardi di dollari. I due piani hanno obiettivi comuni e includono sia interventi di assistenza umanitaria, sia di stabilizzazione e sviluppo. Inoltre, il 3RP punta al riconoscimento delle leadership nazionali e alla necessità di offrire un maggiore sostegno ai governi dei Paesi colpiti dalla crisi, nell’ottica di garantire una risposta sostenibile a lungo termine (http://data.unhcr.org/syrianrefugees/download.php?id=7521).

L’Unione Europea ha destinato aiuti alla crisi siriana per un importo complessivo di circa un miliardo e mezzo di euro. A questi si aggiunge circa un miliardo e quattrocento milioni di euro donati dagli Stati membri sul canale bilaterale.

A fronte di una situazione che, da emergenza umanitaria, si è oramai trasformata in una crisi protratta e multidimensionale, l’Unione Europea ha sinora utilizzato diversi strumenti finanziari: la Turchia beneficia dei fondi di pre-adesione, l’Iraq del Development Cooperation Instrument, Libano e Giordana dell’ENPI/ENI. I diversi regolamenti finanziari che disciplinano tali strumenti non hanno sinora facilitato, soprattutto dal punto di vista operativo, una trattazione omogenea delle attività dispiegate nell’ambito di una crisi dal carattere regionale.

La Commissione Europea nel dicembre 2014 ha istituito l’European Union Trust Fund (EUTF) uno strumento capace di garantire la complementarità tra gli strumenti sopracitati ma anche più coerenza ed efficacia all’azione europea, assicurando così anche maggiore visibilità.

Il Fondo Fiduciario Regionale dell’Unione Europea intende finanziare la realizzazione di interventi di emergenza, ricostruzione di infrastrutture e di riabilitazione di servizi sociali in Siria e nei Paesi limitrofi.

Nel EUTF, oltre al contributo di 20 milioni di euro della stessa Unione Europea, si affiancheranno anche quelli di alcuni Stati Membri ed in futuro anche di altri donatori extraeuropei. L’Italia partecipa a tale Fondo con un contributo pari a 3 milioni di Euro.


Nei paesi limitrofi alla Siria, l’Italia ha contribuito con circa 40 milioni di Euro per garantire assistenza ai rifugiati siriani e alle comunità ospitanti. In aggiunta al canale multilaterale, attraverso il quale il governo Italiano sostiene l’esecuzione degli appelli delle Nazioni Unite, si è intervenuto per espandere alcuni interventi bilaterali in corso con il governo libanese e quello giordano, aggiungendo componenti volte a rafforzare la loro capacità di gestire la crisi.