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L’emergenza e lo sviluppo nel Kurdistan Iracheno

L’emergenza e lo sviluppo nel Kurdistan Iracheno

Il 10 maggio Gianandrea Sandri, Direttore AICS Beirut e responsabile delle iniziative di emergenza in Kurdistan iracheno, e il Console italiano Serena Muroni hanno visitato l’Hiwa Cancer Hospital di Sulemania.  

L’ospedale è un centro medico, pubblico e gratuito, specializzato in oncologia, anche infantile, che dallo scorso anno riesce a trattare anche I casi più gravi di leucemia e talassemia, grazie alla tecnica del trapianto midollare. Un risultato ottenuto con la collaborazione volontaria di medici e infermieri italiani e il contributo della Cooperazione Italiana attraverso l'ONG AVSI.

La visita è stata l’occasione per festeggiare il primo trapianto eseguito interamente dall’equipe irachena con la sola supervisione del personale italiano, ma è stato anche il momento per fare il punto sul lavoro svolto e progettare gli sviluppi futuri.

Quello offerto dall’Hiwa Hospital è un servizio che fino al 2016 nessun centro del Paese era in grado di offrire. I pazienti, almeno quelli che potevano permetterselo, erano costretti a lunghi viaggi della speranza per sottoporsi al delicato intervento in Turchia o in India, affrontando spese comprese tra i 50.000 e i 100.000 dollari.

A marzo 2017 i pazienti trapiantati sono già 27 e l’Hiwa Hospital ha un fitto calendario di interventi sino al prossimo dicembre.

Tutto ciò è stato possibile grazie all’intervento del Governo Italiano che, tramite l’AICS ha creduto nel progetto e ha stanziato i fondi necessari per sostenere l’ospedale sia dal punto di vista delle attrezzature mediche necessarie, sia soprattutto da quello del know how. Protagonista dell’iniziativa è un pool di medici Italiani provenienti da diversi ospedali e fondazioni specializzati in oncologia infantile, oncoematologia e trapianti del midollo osseo che, ormai da più di un anno, affiancano il team di chirurghi, infermieri e tecnici curdi, trasmettendo loro le conoscenze e le competenze necessarie per la diagnosi e la cura di leucemie e talassemie.

Tutto questo avviene in un periodo estremamente delicato per la Regione Autonoma del Kurdistan. Le milizie di ISIS sono presenti in alcune zone del territorio e l’esercito iracheno e le truppe Peshmerga sono quotidianamente impegnati in operazioni belliche. Come ovvio, gli investimenti del Governo sulle operazioni militari hanno ridotto il budget statale disponibile per la sanità. Nonostante questo, sia Bagdad sia il Governo Regionale Curdo hanno fino ad ora garantito l’appoggio minimo ed indispensabile all’Hiwa Cancer Hospital, riconoscendo al progetto la sua valenza.

Nel Governatorato di Sulemania, inoltre, sono ospitati quasi 200.000 sfollati interni. Oggi, l’Hiwa Hospital apre ogni giorno le sue porte a circa 400 pazienti, dei quali un terzo sono sfollati.

Da febbraio del 2017, AVSI è partner della Cooperazione Italiana per la gestione del progetto. L’obiettivo dei prossimi 10 mesi è la cura di almeno 100 bambini con problemi oncoematologici.

Nel corso della breve cerimonia il Direttore Sandri ha messo in evidenza l’importanza di questa iniziativa, che dimostra come sia possibile guardare allo sviluppo anche quando le situazioni di crisi sembrano imporre di occuparsi solo dell’emergenza. "Un successo questo dell’Hiwa Hospital che ora, però, ha bisogno dell’impegno di tutti gli attori coinvolti per garantire la sua sostenibilità nel tempo.”

Il Console Muroni ha sottolineato l’orgoglio delle istituzioni e del popolo italiano di essere una parte significativa di questo progetto che testimonia il legame profondo tra i due popoli.

Oltre all’ospedale la delegazione dell’AICS ha visitato altri progetti realizzati, con il finanziamento della cooperazione italiana, da ONG italiane per la protezione dei minori nei campi. In particolare è stato visitato il progetto di "Un Ponte Per” nel campo per rifugiati siriani di Arbat e quello di "Terre des Hommes Italia” per gli sfollati iracheni di Debaga.

Inoltre il Direttore dell’AICS di Beirut, insieme alla Console Muroni, nella sede consolare di Erbil ha anche incontrato le ONG italiane che lavorano nella Regione del Kurdistan Iracheno per una verifica dell’andamento dei loro programmi in corso e un fruttuoso confronto sulle relazioni tra AICS e le loro problematiche operative.

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