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AGENZIA ITALIANA PER LA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPOLibano e SiriaSede di Beirut

AGENZIA ITALIANA PER LA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO  - Libano E Siria - Sede di Beirut | – ITALIAN AGENCY FOR DEVELOPMENT COOPERATION - Lebanon and Syria - Beirut Office Ambasciata d'Italia a Beirut European Union Presidency of the Council of Ministers - Lebanon

Dopo un secolo lo stambecco del deserto torna in Libano

Dopo un secolo lo stambecco del deserto torna in Libano

La capra nubiana, detta anche stambecco del deserto, è una capra selvatica simile allo stambecco alpino, globalmente classificata "vulnerabile” all’estinzione, un tempo presente in tutto il Medio Oriente e nell'Africa settentrionale, che abitava le montagne più alte del Libano fino agli inizi del 1900, quando si estinse a causa della distruzione dell’habitat e della caccia.

Alla fine del 2016, grazie a un progetto finanziato dall’AICS, dodici esemplari provenienti dalla Giordania sono stati reintrodotti in Libano, in un’area protetta ai margini della riserva naturale dello Shouf.

Come spiega Eugenio Carlini. dell‘Istituto OIKOS che cura gli aspetti scientifici dell’iniziativa, il ripopolamento è significativo per molti aspetti.

"La ricostituzione delle zoocenosi naturali alterate, in quanto private di una o più componenti, rappresenta uno degli scopi fondamentali della biologia della conservazione. Le reintroduzioni in questo senso si prefiggono di ricostituire una popolazione vitale e in condizioni naturali di una specie che globalmente o in un determinato territorio risulti estinta. La caratteristica originale, che è alla base della reintroduzione della capra nubiana, risiede nelle sue motivazioni, infatti, non possiede alcuna intenzione utilitaristica, ovvero di sfruttamento, ma risponde solo al desiderio di proteggere la natura. 

Alle motivazioni conservazionistiche si aggiungono anche quelle di ordine etico, simbolico ed estetico-culturale ("dovere morale" di ricostituzione di una natura impoverita, per tramandare la massima ricchezza e varietà di vita come fonte di conoscenza e di benessere) e, non ultime, quelle di carattere economico, legate alla possibilità di fruizione turistico-naturalistica della specie.”