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AGENZIA ITALIANA PER LA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPOLibano e SiriaSede di Beirut

AGENZIA ITALIANA PER LA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO  - Libano E Siria - Sede di Beirut | – ITALIAN AGENCY FOR DEVELOPMENT COOPERATION - Lebanon and Syria - Beirut Office Ambasciata d'Italia a Beirut European Union Presidency of the Council of Ministers - Lebanon

La situazione in Libano

La situazione in Libano

Il governo libanese stima che il numero effettivo dei siriani giunti in Libano dall’inizio del conflitto in Siria superi il milione e mezzo, costituendo oltre un quarto degli attuali residenti nel Paese dei Cedri. Il Libano è il Paese che al mondo ospita più rifugiati in rapporto alla sua popolazione. Ai 1,2 milioni di profughi registrati ufficialmente dall’UNHCR si sommano circa 42.000 rifugiati palestinesi provenienti dalla Siria, secondo le ultime stime dell’UNRWA. Il 42% della popolazione siriana rifugiata in Libano è composto da bambini e ragazzi in età scolare (dai 3 ai 18 anni). Tra questi, si stima che circa 300.000 bambini siano al momento esclusi dai programmi educativi formali e non-formali.

Il perdurare della crisi ha generato effetti devastanti anche sulla sfera economica. Secondo le stime della Banca Mondiale (http://www.worldbank.org/), nel periodo 2012-2014, il Libano ha avuto una riduzione del PIL pari al 2,9% ogni anno, ha raddoppiato il tasso di disoccupazione (oltre il 20%), ha avuto un aumento delle persone che vivono sotto la soglia della povertà, con circa 170.000 libanesi che si aggiungeranno alla categoria delle famiglie altamente vulnerabili.

Le strutture educative e sanitarie nazionali sono al collasso e l’aumento della povertà è alla base della diffusione di altri fenomeni, a cominciare dal lavoro minorile. I bambini sono in molti casi l’unico sostegno economico per la famiglia, perdendo così la possibilità di acquisire un livello minimo di istruzione e esponendosi a forme di sfruttamento e abusi. Secondo i dati forniti da UNHCR, il 75% dei bambini e ragazzi siriani rifugiati in Libano non ha accesso all’educazione. Nonostante il dato drammatico, durante l’anno accademico 2013-2014 il numero di bambini e ragazzi siriani in età scolare iscritti nel sistema pubblico è stato, in molte scuole, equivalente o superiore al numero di bambini libanesi. La capacità del Governo libanese di accogliere e integrare il grande numero di bambini e ragazzi rifugiati è ben lontana dall'essere sufficiente. In un simile clima economico e sociale, anche gli interventi a supporto delle popolazioni rifugiate, se non integrati all’interno di un approccio globale finalizzato ad alleviare le condizioni di vita di tutta la popolazione insediata in un territorio, rischiano di creare o alimentare frizioni tra le comunità.


In Libano, ad oggi, l’Italia ha stanziato fondi per 23 milioni di euro. Tra i finanziamenti erogati figurano, tra l’altro, i contributi a UNHCR, UNICEF e UNRWA, UNDP e ICRC, volti a condurre distribuzioni di beni di prima necessità, migliorare i servizi igienici e sanitari, aumentare l’accesso ai servizi educativi e psicosociali. Fondi di emergenza hanno permesso alle ONG italiane di agire prontamente anche grazie al loro forte radicamento sul territorio, mentre sono stati erogati 1,2 milioni di euro per rafforzare e riorientare le attività di tre progetti già in corso di realizzazione sul canale ordinario bilaterale per realizzare attività in risposta alla crisi siriana.